Affido Professionale

Una possibilità di accoglienza per i bambini che non possono stare nella loro famiglia.

Chi siamo

Il Servizio Affido Professionale è gestito dall’ATS “Affido Professionale”, associazione temporanea di scopo tra le cooperative sociali Comin, Cbm, La Grande Casa e Afa.

Obiettivi

Obiettivo principale del servizio è quello di realizzare l’accoglienza in famiglia anche a favore di quei minori che solitamente vengono collocati in comunità: sono quei bambini e quei ragazzi che hanno delle difficoltà in più, perché la loro storia particolarmente traumatica li ha resi un po’ arrabbiati col mondo, spaventati e sfiduciati, o sono bimbi con qualche problema sanitario, o neonati in attesa di una decisione che deve essere presa per loro.

Questi bambini e questi ragazzi hanno bisogno di recuperare un’ esperienza familiare sana e riparativa. La famiglia d’origine non può temporaneamente prendersi cura di loro, ma resta un legame importante da conservare e far crescere.

 Anche in situazioni così particolari l’esperienza di affido può essere una bella avventura, certo non facile ma ricca di emozioni che lasciano un buon sapore… nel cuore.

Perchè “professionale”?

Per questo l’affido è professionale: per rispondere al meglio alle particolari esigenze di questi bambini e ragazzi e per aiutare la famiglia affidataria a tenere nel tempo, mantenendo un buon passo anche quando la strada è in salita. 

Al valore grande e gratuito dell’accoglienza familiare si affianca la professionalità offerta dal particolare impianto organizzativo e metodologico, dalla figura del tutor e dal lavoro del referente professionale.

Il referente professionale

Accanto all’accoglienza famigliare, viene chiesto a un adulto della famiglia di diventare “referente professionale” del progetto.
Al referente viene richiesto di seguire un percorso di formazione, di garantire un’adeguata disponibilità di tempo (può lavorare al massimo part-time) e di lavorare in rete con gli altri soggetti coinvolti.
Il referente professionale firma un contratto a progetto con una delle cooperative coinvolte, che prevede un compenso economico mensile.

Il tutor

La famiglia affidataria viene affiancata da un tutor, operatore delle cooperative, esperto in materia di affido, che accompagna concretamente la famiglia durante tutto il percorso: sostiene nei passaggi cruciali, nella soluzione dei problemi, nella gestione delle particolari dinamiche relazionali e facilita il rapporto con i servizi sociali. Affianca il referente professionale nella gestione dell’affido, incontrandolo periodicamente. Non ha compiti diretti di sostegno al minore collocato.
Il tutor è reperibile 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

La temporaneità

I progetti di affido professionale hanno una durata di due o tre anni al massimo: sono pensati infatti come “progetti ponte” per:
[list type=’affido’ bottom=”20″]
  • favorire il rientro del minore nella sua famiglia;
  • accompagnare il ragazzo adolescente in un percorso di autonomia;
  • accogliere in famiglia, mentre i Servizi Sociali definiscono il giusto collocamento a lungo termine (adozione, affido sine die).
  • [/list]

    La storia

    La Provincia di Milano, in collaborazione con quattro cooperative sociali (Comin, CbM, La Grande Casa e AFA), ha avviato nel 2002 in via sperimentale il Progetto Famiglie Professionali, all’interno di uno specifico finanziamento della legge 285/97 per la promozione dei diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza.

    E’ stata la prima sperimentazione in Italia di questa forma particolare di affido, nata a partire da due considerazioni. La prima relativa all’aumento delle richieste di affido per bambini e adolescenti che avevano alle spalle storie particolarmente faticose e traumatiche e, dunque, con un grande bisogno di recuperare un’esperienza familiare sana e riparativa.

    La seconda riguardante le famiglie affidatarie che, anche se disponibili e motivate, erano poco preparate e non sufficientemente sostenute nell’affrontare progetti così complessi: a volte gli affidi venivano interrotti prima del termine previsto. Gli operatori segnalavano, pertanto, il bisogno di individuare un’alternativa, un’ulteriore opportunità di scelta, per rispondere a queste situazioni che trovavano una risposta solo parziale nelle comunità alloggio e raramente nelle famiglie affidatarie.

    La fase di sperimentazione si chiude nell’agosto 2006 con risultati più che positivi: le riflessioni e le valutazioni hanno orientato i soggetti coinvolti a garantire continuità al progetto, così da renderlo risorsa stabile nel panorama dell’offerta ai servizi minori e ai servizi affido del territorio provinciale.

    La sperimentazione del Progetto Famiglie Professionali si trasforma così in Servizio Affido Professionale, attivo a tutti gli effetti sul territorio di Milano e Provincia.

    L’unitarietà di gestione del Servizio e la sua stabilità sono garantite dall’associazione delle quattro cooperative che già dal dicembre 2004 fondano un’associazione temporanea di scopo – ATS “Affido Professionale”- che formalizza il suo rapporto con la Provincia di Milano firmando un’Intesa Operativa.

    A partire da luglio 2012 il Servizio Affido Professionale è gestito integralmente dall’ATS “Affido Professionale”: la Provincia di Milano che ha promosso e sostenuto il Servizio in una partnership stabile con l’ATS, conferma la validità del modello e l’opportunità che rimanga come risorsa stabile per i comuni del territorio, ma ritiene esaurito il suo ruolo istituzionale all’interno di questo contesto.