| La famiglia affidataria |
| Scritto da chiara | |
| mercoledì 04 gennaio 2012 | |
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LA FAMIGLIA AFFIDATARIA L'accoglienza di Thomas è stata per la nostra famiglia la prima esperienza di affido professionale. Durante il corso di preparazione abbiamo riflettuto molto su situazioni famigliari particolarmente complicate, elaborando diverse modalità per poter aiutare il bambino accolto. Ci è stato spiegato che, anche se il periodo di affido è relativamente breve, e se a volte non si conclude con il rientro in famiglia, tutte le cure e le attenzioni che vengono messe in atto nell'accoglienza vengono sedimentate nella parte più profonda del bambino accolto e, non solo lo aiuteranno ad affrontare la sua vita futura, ma tenderà a ricreare molte delle situazioni positive vissute nella famiglia affidataria, nella propria famiglia. Quindi, prima di iniziare l'esperienza di affido, immaginavamo che tutta la nostra attenzione sarebbe stata rivolta verso il bambino accolto, consci che sulla famiglia d'origine sarebbero stati ben più efficaci gli interventi messi in atto dagli operatori sociali. All'inizio dell'affido Thomas aveva quattro anni e arrivava a casa nostra da una comunità dove aveva vissuto insieme a bambini abusati e maltrattati. Nel progetto iniziale di affido erano previsti ogni 15 giorni incontri protetti in comunità con la madre e una telefonata alla settimana; non erano previsti altri contatti con la famiglia. C'era molta diffidenza nei nostri confronti; era per loro difficile capire questo cambiamento e avevano paura che Thomas potesse attaccarsi troppo a noi staccandosi da loro. Abbiamo cercato di comprendere questo disagio e di renderci disponibili senza dare mai l'impressione di voler giudicare, pur mantenendo una cordiale fermezza sulle posizioni. Quando la mamma (Angela) telefonava, visto che Thomas essendo piccolo parlava poco al telefono, coglievo l'occasione per renderla partecipe di ciò che lui stava vivendo a casa nostra, raccontando le sue reazioni, i suoi combiamenti d'umore, i suoi progressi, i suoi problemi. Lei era molto contenta di avere queste notizie del bambino. Abbiamo iniziato allora ad accompagnare la mamma dandole dei suggerimenti per poter stare meglio assieme a Thomas. Inoltre, in uno degli incontri di aggiornamento presso i servizi sociali, abbiamo spiegato ad Angela e al marito che anche le critiche erano fatte per il bene suo e del suo bambino per aiutarla ad impostare delle regole e dei comportamenti da mantenere quando Thomas sarebbe tornato a casa. Si è quindi creato un rapporto di fiducia e Angela ha iniziato ad aprirsi e a parlarci dei suoi problemi concreti con Thomas e questo è stato molto importante perchè ha permesso di instaurare un "canale di comunicazione" attraverso cui far passare molte informazioni utili sia per lei che per noi e gli operatori sociali. Abbiamo sempre cercato di non giudicare, ma di proporre con atteggiamento accogliente quanto ci sembrava potesse essere di aiuto ad ANgela e alla sua famiglia. questo atteggiamento è stato da loro colto e ha permesso all'affido di funzionare per il bene comune di tutti. Thomas ha potuto ricevere maggiore sicurezza dall'armonia creatasi. Inoltre Angela ha compreso veramente il significato dell'affido comprendendo ed accettando che si lavorava per aiutarla a costruire e consolidare un rapporto migliore con il suo bambino. Il nostro rapporto con la famiglia di Thomas continua anche ad affido terminato; Angela mi sente come una sorella maggiore con cui confidarsi e sfogarsi; si sente libera di parlare, perchè sa che conosco bene la sua situazione e so ascoltarla senza porre condizioni, ma accogliendola liberamente e dandole dei consigli su come eventualmente gestire le situazioni. Ci vediamo e ci sentiamo e ogni tanto Thomas viene a trovarci per il weekend. L'affido è stata un'esperienza molto positiva per tutta la nostra famiglia e ci ha aiutato a capire quanto siano importanti i legami solidi basati sull'affetto sincero e sul reciproco scambio. Tomas e la sua famiglia sono entrati in tutti sensi a far parte della nostra. Clara e Renato |




